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Creare un'interfaccia (parte prima)

Creare un'interfaccia che non risulti banale o scontata, facendo comunque sempre i conti con gli standard di navigabilità, può non essere un compito semplice.
Cercherò di ripercorrere per sommi capi le fasi più importanti di questo processo.

La prima cosa che si fa è sempre parlare col committente cercando di capire il suo target, cosa vuole ottenere dal sito, se ha richieste particolari, se ci sono vincoli stilistici dovuti a scelte di immagine aziendale precedenti ecc... il tutto per potergli offrire il miglior prodotto, quello tagliato su misura per le sue esigenze.
Non di rado, capita di uscire da questi incontri distrutti, con un blocco di appunti su cui abbiamo scritto tutto e il contrario di tutto e una confusione e uno stordimento in testa che ci fanno piombare nel vuoto creativo più totale.
Cosa fare in questi casi?
Come riordinare le idee e non farsi bloccare?

Creatività e originalità.
Innanzitutto spesso ci si sobbarca di una responsabilità eccessiva. Essere creativi non significa inventare tutto da zero, non significa creare un mondo nuovo, mai visto, anche e soprattutto perché il prodotto finale DEVE essere capito con immediatezza e essere facilmente accessibile da tutti gli utenti. E' molto importante, infatti, soprattutto nella creazione di siti web, l'attaccamento alla realtà e allo scopo finale del progetto che si sta realizzando.
Il compito del grafico a differenza di quello dell'artista o dello stilista non è quello di imprimere uno stile personale, ma cercare di ottenere con gli elementi a disposizione la cosa più bella e funzionale possibile, il suo lavoro non ha bisogno di essere riconosciuto come suo, ma deve semplicemente amplificare un messaggio nel migliore dei modi.

Non dobbiamo partire da zero, ma allora da dove iniziare?
Si parte dalla realtà, da tutto ciò che ci circonda; questo spesso è un processo che avviene prima, quando si impara a vedere le cose; si incamerano informazioni sempre, durante la vita di tutti i giorni, senza nemmeno rendersene conto.

Imparare a vedere
Spesso si guarda il mondo che ci circonda senza vederlo davvero. Oggetti di tutti giorni, ormai dati per scontati, guardati sotto prospettive diverse possono portarci sulla via giusta per un'idea vincente. Un segno su un muro, un oggetto che ce ne ricorda un altro, qualcosa che ci colpisce, attira la nostra attenzione o suscita una sensazione, sono tutti elementi da focalizzare, incamerare, ricordare e tirare fuori dal cappello al momento giusto. Buone idee si ottengono anche cambiando contesto a concetti già noti, bisogna quindi lasciare la mente aperta a tutto, senza mai limitarsi solo al proprio ambito.

La concorrenza.
Non dimentichiamoci di dare un'occhiata a cosa fanno gli altri, alle soluzioni trovate da altri al nostro stesso problema, a come in altri settori si è riusciti a realizzare cose analoghe. Non dimentichiamoci insomma di imparare dalla nostra concorrenza, dai suoi successi e dai suoi errori.
Attenzione, però, a non superare mai la linea che separa il semplice 'prendere spunto' dal 'copiare spudoratamente qualcosa' di proprietà altrui.
La creatività sta nel saper manipolare ciò che si è stati in grado di vedere e carpire per utilizzarlo ai nostri scopi.

Teorie sulla generazione di idee.
Le grandi aziende e alcuni studiosi del pensiero umano hanno messo a punto delle teorie che dovrebbero aiutare e stimolare la creatività per la generazione di idee. Alcune sono magari poco praticabili da soli, ma le illustro brevemente perché potrebbero venire in aiuto per superare il blocco da pagina bianca.

Il brainstorming.
E' un processo che dà i suoi migliori frutti in gruppo ma può essere adattato e praticato da soli con qualche accorgimento.
Brainstorming significa letteralmente tempesta di cervelli. Il concetto è molto semplice: chi partecipa è invitato a esprimere tutte le idee che gli passano per la mente, senza porre alcuna censura preventiva, senza inibizioni, su un problema precedentemente formulato. Le critiche sono bandite, ogni idea, anche quella che può sembrare più stupida e banale può essere fonte di ispirazione. In questa fase conta la stravaganza e la quantità innanzi tutto.
Tutto quello che viene detto in una seduta di brainstorming viene segnato scrupolosamente. Una seduta di solito non dura più di una mezz'ora, dopodiché si riepiloga tutto e ci si distrae dal problema per una giornata. Spesso il cervello riesce ad elaborare le idee migliori in background dopo la seduta.

La tecnica Synectics.
Questo metodo è stato messo a punto nel 1961 dall'omonima società statunitense.
Consiste nello spingere l'immaginazione all'estremo limite. Le fasi da seguire sono:
Si parte dalla formulazione del problema di partenza, segue una prima discussione e una riformulazione dello stesso problema in base alla discussione; Si cerca poi di cercare analogie con la natura, i simboli, la fantasia per rivedere il problema sotto aspetti diversi (p. es. "se il tuo prodotto fosse un frutto, come sarebbe?"); Riportare quindi le soluzione trovate al problema di partenza.
Si chiede, infine, di formulare soluzioni pratiche alla luce dalle considerazioni fatte.

Il pensiero laterale.
Utilizzato spesso dai manager questo metodo fonda le sue basi sull'idea che normalmente si è abituati a far procedere il nostro pensiero in maniera 'verticale' ovvero dato un problema si esaminano tutte le soluzioni già sperimentate e di queste in particolare quelle che hanno dato i migliori frutti in passato. Questo è un metodo efficace, ma che da pochi riscontri se il problema che dobbiamo affrontare è per qualche ragione diverso e non ha valide soluzioni note.
Il pensiero laterale parte dal presupposto di eliminare del tutto le supposizioni che potrebbero precludere delle possibili soluzioni e parte ad analizzare i fatti soltanto.
Un tipico esempio di personaggio che utilizzava il pensiero laterale è il celebre Sherlock Holmes che riusciva a vedere la soluzione del caso, senza incappare in preconcetti e supposizioni fuorvianti.
Un esempio di pensiero laterale che aiuta più di molte spiegazioni a capire di cosa si tratti è il seguente:
Una celebre compagnia di omogeneizzati per bambini commercializza un certo prodotto sul mercato. Gli esperti hanno studiato il marketing e la pubblicità, il prodotto è di buona qualità ed adatto al target, ma dopo alcuni mesi il prodotto si rivela un fallimento. Gli esperti rianalizzano tutti gli elementi e ne deducono che non si è fatta una adeguata campagna pubblicitaria. Si investe ancora denaro su questo prodotto e su una nuova campagna ma ancora il prodotto non va.
L'azienda pensa di gettare la spugna quando una giovane manager analizza il problema. Riporta i fatti:
- Il prodotto è un cibo per bambini
- Il mercato è l'africa in cui le madri hanno molto bisogno di nutrire i loro bambini
- Il prodotto è adatto al target e il prezzo è adeguato
- il 90% della popolazione è analfabeta
La giovane manager analizzando questi fatti capisce che essendo la popolazione analfabeta è abituata a vedere sulla confezione dei prodotti rappresenta l'immagine del suo contenuto. L'etichetta del prodotto che la compagnia di omogeneizzati stava commercializzando rappresentava un bambino bello pasciuto!
Fu tutto chiaro, bastò cambiare l'etichetta e il prodotto fu un vero successo!


Concludendo
Questi sono solo alcuni dei metodi che possono venire utilizzati, sono più che altro consigli, strade già note per trovare e raccogliere idee. Ogni mente creativa sceglie poi il processo a lei più congeniale, quello che trova più naturale e che può essere anche molto diverso da quelli illustrati, ma non per questo sbagliato.
Il primo esercizio da creativo può essere quello di rielaborare i metodi proposti per crearne uno proprio.
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